La quiete malgrado Boffo
Così il Pdl cercherà di proteggere dal fango l’amicizia con il Vaticano
Rilancio dell’azione politica. Così il Pdl già dalle prossime settimane intende contenere l’esondazione del gossip e archiviare pure le recenti tensioni montate, suo malgrado, con parte della gerarchia ecclesiastica dopo gli attacchi del Giornale diretti a Dino Boffo. Questo mentre il direttore di Avvenire, nonostante la difesa del cardinale Tarcisio Bertone, potrebbe presto dimettersi “per il bene della chiesa”, come ha sibilato ieri il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero. Leggi anche Vi sembrerò un pazzo, ma Berlusconi manca di autostima di Giuliano Ferrara

Nel partito di Silvio Berlusconi c’è ancora la consapevolezza di essere in grado di dare ai vescovi più di quanto non possa il centrosinistra: su bioetica, scuole private, beni ecclesiali. “Un vantaggio da sfruttare con freddezza – argomentano nel Pdl – lasciando che l’azione concreta, e il tempo, leniscano le ferite”. La legge sul fine vita arriverà tra poche settimane a Montecitorio ed è escluso un ripiegamento verso il fronte laico impersonato dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Lo stesso vale per la pillola abortiva Ru486 sulla quale il Senato, spinto dal capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri, intende sempre aprire un’indagine conoscitiva. Al contempo il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha chiesto a Giulio Tremonti di sbloccare i fondi per le scuole private (per lo più cattoliche). La campagna d’autunno potrà – forse – proseguire ancora con lo scontro tra quotidiani, ma il Pdl coltiva il proposito di voltare pagina. “C’è da intervenire nello spiraglio che si è aperto di ripresa economica”, ha detto il ministro, e coordinatore, Ignazio La Russa. Si deve tornare alla politica, consapevoli della forza di un governo legittimato “che ha stravinto le elezioni”.
E’ sulla così detta ripresina e sull’incardinamento delle riforme che il Pdl intende puntare per l’autunno. Ha detto La Russa: “Bisognerà proseguire sul tema della sicurezza, del governo dell’immigrazione e anche nella realizzazione delle infrastrutture. Inoltre, è giunto il tempo di passare dalle parole ai fatti in tema di riforme istituzionali e di verificare tutte le possibili condivisioni”. Dialogo con il centrosinistra, dunque: con il Pd vanno ricostruiti, se mai possibile, rapporti più distesi. Senza dimenticare l’Udc di Pier Ferdinando Casini il cui riavvicinamento al Pdl ora è in bilico. Un partito, quello centrista, tanto sensibile agli umori delle gerarchie (Dino Boffo, ruiniano, fu un sostenitore dell’alleanza Casini-Berlusconi alla vigilia delle politiche 2008), quanto essenziale al Pdl per conquistare alle elezioni di fine marzo le grandi regioni del meridione. Fili da tessere in fretta, specie se Pier Luigi Bersani, sostenitore nel Pd di un avvicinamento a Casini, dovesse vincere il congresso di ottobre.
Una ragione in più, nel Pdl, per chiudere l’incidente con la Cei mentre dal Vaticano arrivano messaggi distensivi. “Con il governo i rapporti sono eccellenti”, ha detto ieri al Corsera il direttore dell’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, aggiungendo: “Rivendico di non avere mai scritto sulle vicende private di Berlusconi. Avvenire? Hanno fatto qualche scelta imprudente”. E sono già in programma iniziative di pacificazione.
Domani monsignor Rino Fisichella interverrà, con Gasparri e il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, al seminario delle fondazioni ItaliaProtagonista e MagnaCarta. Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita parlerà di testamento biologico, confermando l’interesse affinché la legge venga approvata anche alla Camera (Fini permettendo) senza modifiche, per come era stata votata al Senato. E i finiani? Il presidente della Camera (ateo dichiarato, sponsorizza emendamenti di matrice laica al testo) non farà passi indietro ma non ha intenzione di ostacolare il proprio partito. “Essere minoranza non è un disonore”, dicono fonti a lui vicine. Le stesse che ricordano le assonanze tra la posizione finiane e quella del Ppe: a ottobre la Fondazione FareFuturo terrà un seminario sulla bioetica con la Adenauer Stiftung di Angela Merkel. D’altra parte, se Fini si avvia a una onorevole sconfitta sul fine vita, si prepara a un contrattacco antileghista, e paracattolico, su immigrazione e cittadinanza. Oggetti di una legge che piace anche alla Cei, all’Udc e al Pd.
E’ sulla così detta ripresina e sull’incardinamento delle riforme che il Pdl intende puntare per l’autunno. Ha detto La Russa: “Bisognerà proseguire sul tema della sicurezza, del governo dell’immigrazione e anche nella realizzazione delle infrastrutture. Inoltre, è giunto il tempo di passare dalle parole ai fatti in tema di riforme istituzionali e di verificare tutte le possibili condivisioni”. Dialogo con il centrosinistra, dunque: con il Pd vanno ricostruiti, se mai possibile, rapporti più distesi. Senza dimenticare l’Udc di Pier Ferdinando Casini il cui riavvicinamento al Pdl ora è in bilico. Un partito, quello centrista, tanto sensibile agli umori delle gerarchie (Dino Boffo, ruiniano, fu un sostenitore dell’alleanza Casini-Berlusconi alla vigilia delle politiche 2008), quanto essenziale al Pdl per conquistare alle elezioni di fine marzo le grandi regioni del meridione. Fili da tessere in fretta, specie se Pier Luigi Bersani, sostenitore nel Pd di un avvicinamento a Casini, dovesse vincere il congresso di ottobre.
Una ragione in più, nel Pdl, per chiudere l’incidente con la Cei mentre dal Vaticano arrivano messaggi distensivi. “Con il governo i rapporti sono eccellenti”, ha detto ieri al Corsera il direttore dell’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, aggiungendo: “Rivendico di non avere mai scritto sulle vicende private di Berlusconi. Avvenire? Hanno fatto qualche scelta imprudente”. E sono già in programma iniziative di pacificazione.
Domani monsignor Rino Fisichella interverrà, con Gasparri e il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, al seminario delle fondazioni ItaliaProtagonista e MagnaCarta. Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita parlerà di testamento biologico, confermando l’interesse affinché la legge venga approvata anche alla Camera (Fini permettendo) senza modifiche, per come era stata votata al Senato. E i finiani? Il presidente della Camera (ateo dichiarato, sponsorizza emendamenti di matrice laica al testo) non farà passi indietro ma non ha intenzione di ostacolare il proprio partito. “Essere minoranza non è un disonore”, dicono fonti a lui vicine. Le stesse che ricordano le assonanze tra la posizione finiane e quella del Ppe: a ottobre la Fondazione FareFuturo terrà un seminario sulla bioetica con la Adenauer Stiftung di Angela Merkel. D’altra parte, se Fini si avvia a una onorevole sconfitta sul fine vita, si prepara a un contrattacco antileghista, e paracattolico, su immigrazione e cittadinanza. Oggetti di una legge che piace anche alla Cei, all’Udc e al Pd.